FAQ
Chi monitora l’ambiente?
Le attività sono svolte da soggetti distinti, con ruoli complementari.
Le attività di monitoraggio ambientale, territoriale e sociale relative al Ponte sullo Stretto di Messina e ai relativi collegamenti stradali e ferroviari sono svolte da soggetti distinti, con ruoli complementari, nelle diverse fasi di attuazione dell’opera: ante operam, corso d’opera e post operam.
In particolare, il monitoraggio è articolato tra:
- il Contraente Generale, incaricato della progettazione e realizzazione dell’opera, a cui compete il monitoraggio delle aree di cantiere, direttamente interessate dalle lavorazioni;
- il Monitore Ambientale, incaricato del monitoraggio di area vasta, relativo agli ambiti territoriali esterni o più ampi rispetto alle aree direttamente interessate dai cantieri.
Questa impostazione consente di presidiare sia la scala locale, direttamente connessa alle attività di cantiere, sia una scala territoriale più ampia. Il sistema copre complessivamente un ambito di circa 100 km² a terra e circa 1.600 km² a mare ed è utile a distinguere gli effetti riconducibili all’opera dalle dinamiche evolutive proprie del contesto ambientale.
La struttura organizzativa del monitoraggio prevede inoltre il coinvolgimento della Concessionaria, che svolge funzioni di alta sorveglianza, coordinamento istituzionale e comunicazione al pubblico, nonché del Project Management Consultant (PMC), incaricato del supporto tecnico alla Concessionaria e della supervisione delle attività.
Tale assetto organizzativo è finalizzato a garantire l’efficace svolgimento del monitoraggio ambientale in termini di controllo, verifica, tracciabilità dei dati e supporto al processo decisionale.